Bandi di gara pubblici — cosa ci dice l'ANAC

In la PA italiana ha pubblicato bandi di gara per un totale di miliardi di euro di importo stimato. In 10 anni i lotti sono quadruplicati, ma l'importo medio si è dimezzato: è semplificazione del Codice Appalti o frammentazione della spesa?

Bandi di gara registrati dall'ANAC attraverso il sistema CIG (Codice Identificativo Gara), 2016-2025. I dati mostrano quanti bandi vengono pubblicati, a quanto ammontano, come si distribuiscono per procedura e categoria, e dove finisce la spesa. I numeri sono calcolati dal dato a build-time: se si ripubblica il parquet, KPI e grafici si aggiornano da soli.

Lotti

Importo complessivo

mld

Media per lotto

Δ lotti →

%

1. Trend decennale: una crescita esponenziale

Dal al il numero di bandi pubblicati è cresciuto costantemente, con un'accelerazione marcata dal 2023 in poi. L'importo totale segue lo stesso trend.

La discontinuità dal 2023 riflette l'effetto del nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023), che ha alzato le soglie per l'affidamento diretto, moltiplicando il numero di bandi mentre l'importo medio si dimezza.


2. Il mix delle procedure: dal al

Come cambia il tipo di procedura nel tempo? L'affidamento diretto è diventato la normalità — un cambiamento strutturale nel modo in cui la PA spende.

Ogni barra è altezza 100% (tutti i lotti); i segmenti mostrano la quota relativa di ciascuna procedura. L'affidamento diretto cresce a scapito delle procedure aperte dopo il 2023.


3. Top stazioni appaltanti ()

Le stazioni appaltanti che gestiscono più bandi e valore. La Sezione Centrale ANAC (Consip e centrali di committenza) concentra la maggior parte della spesa.


La domanda che resta

Il Codice Appalti 2023 ha semplificato le procedure, ma ha prodotto un effetto collaterale: la moltiplicazione degli affidamenti diretti con importi minori. È una semplificazione che riduce la concorrenza? E la qualità della spesa pubblica ne beneficia o ne risente?


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